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Oggi, trascorsi ventotto anni dalla strage di Capaci, il popolo italiano ricorda con ammirazione il magistrato antimafia Giovanni Falcone, deceduto insieme alla moglie Francesca Morvillo e ad altri tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo ed Antonio Montinaro.

Alle le ore 17:58 del 23 maggio 1992, mentre percorrevano la strada di ritorno da Roma, esplosero mille chilogrammi di tritolo sistemati all’interno di fustini in un cunicolo di drenaggio, sotto l’autostrada, investendo il corteo di auto che transitava in prossimità di Capaci.

Furono vani i tentativi di rianimazione effettuati nelle ore successive. Complessivamente i morti furono 5 ma i feriti furono 56,77 milioni di italiani.

Falcone - strage Capaci
Questa giornata smuove nell’aria lo spirito di legalità, riporta alla memoria l’importanza della giustizia, per la quale molti uomini hanno combattuto. Uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che, con le stesse “armi” hanno contrastato la mafia, dando speranza non solo alla Sicilia ma all’intera Penisola.

 

La commemorazione ai tempi del coronavirus

Durante l’epidemia del #coronavirus il ricordo non svanisce. Le commemorazioni inizieranno oggi alle ore 8:30 con il video-messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e subito dopo verranno srotolate dal Palazzo dell’Istruzione le gigantografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme alle loro scorte.

Alle ore 9:00 avverrà la deposizione della corona davanti alla Stele di Capaci, luogo dell’attentato, mentre alle ore 17:58, senza la partecipazione cittadina, vi sarà un minuto di silenzio sotto l’Albero Falcone suonato da un trombettista della Polizia di Stato.

Non vi saranno manifestazioni, ma è previsto alle ore 18:00 un flash mob istituito dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione, per commemorare le vittime della mafia.

Si è deciso perciò di appendere un lenzuolo bianco al balcone di casa ed affacciarsi all’orario prestabilito; il tutto testimoniato sui social network.

Questa è l’occasione per ricordare che vincere le mafie significa difendere la nostra società, perché la mafia invade gli spazi che lo Stato dimentica.

 

 

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